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Avviso di sicurezza: CVE-2026-2649

Panoramica


CVE-2026-2649 è una vulnerabilità di overflow di interi di gravità elevata nel motore JavaScript V8 utilizzato da Google Chrome. Il problema interessa le versioni di Chrome precedenti alla 145.0.7632.109. Se un utente apre una pagina HTML appositamente creata, la falla può portare alla corruzione dell'heap all'interno del browser.
Poiché V8 gestisce l'esecuzione di JavaScript, le debolezze in questo componente possono avere un ampio impatto sulla navigazione normale e sui processi sandboxati.

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Vulnerabilità zero-day di Ivanti EPMM (CVE-2026-1281, CVE-2026-1340)

Ivanti ha reso note e patchato due vulnerabilità di sicurezza critiche che riguardano Ivanti Endpoint Manager Mobile (EPMM) e che sono state attivamente sfruttate in attacchi zero-day. Le falle, classificate come CVE-2026-1281 e CVE-2026-1340, consentono l'esecuzione di codice remoto non autenticato e hanno un punteggio CVSS di 9,8, che le colloca tra le classi di vulnerabilità più gravi. Una delle vulnerabilità è stata aggiunta al catalogo delle vulnerabilità sfruttate note (Known Exploited Vulnerabilities, KEV) della CISA, aumentando in modo significativo l'urgenza di rimediare, in particolare negli ambienti federali statunitensi.

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Zero-day di Microsoft Office sfruttato attivamente (CVE-2026-21509)

Microsoft ha rilasciato una patch di emergenza fuori banda per risolvere una vulnerabilità zero day di Microsoft Office attivamente sfruttata, identificata come CVE202621509. La falla consiste nell'aggiramento di una funzionalità di sicurezza che consente agli aggressori di aggirare le mitigazioni fondamentali basate su COM/OLE in Microsoft 365 e Microsoft Office.

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CVE-2026-24061 – Bypass critico dell’autenticazione remota in GNU InetUtils Telnetd

È stata scoperta una vulnerabilità critica di bypass dell'autenticazione remota (CVE-2026-24061, CVSS 9.8) nel servizio telnetd di GNU InetUtils, che interessa tutte le versioni dalla 1.9.3 alla 2.7. La falla consente agli aggressori non autenticati di ottenere immediatamente l'accesso root sui sistemi interessati sfruttando una gestione impropria della variabile d'ambiente USER. La falla consente ad aggressori non autorizzati di ottenere istantaneamente l'accesso root sui sistemi interessati sfruttando una gestione impropria della variabile d'ambiente USER. Il problema è rimasto inosservato per quasi 11 anni e ora viene attivamente sondato da attori malintenzionati.

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Campagna sull'estensione del browser CrashFix

CrashFix è una campagna di malware attiva e altamente ingannevole basata su browser che sfrutta un'estensione dannosa di Google Chrome per mandare deliberatamente in crash i browser degli utenti e per indurli a eseguire i comandi forniti dall'aggressore. La campagna fornisce infine un trojan per l'accesso remoto a Windows, precedentemente non documentato, noto come ModeloRAT. L'attività è stata attribuita a un'operazione di distribuzione del traffico e di intermediazione degli accessi, identificata con il nome di KongTuke, noto anche con pseudonimi quali TAG-124 e 404 TDS. Documentata pubblicamente nel gennaio 2026 da Huntress, questa campagna rappresenta un'evoluzione degli attacchi in stile ClickFix, che sfruttano la frustrazione degli utenti e la fiducia nelle piattaforme legittime per ottenere l'esecuzione sui sistemi aziendali.

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Vulnerabilità critica in SharePoint – CVE-2025-53770: Guida e mitigazione

Nel fine settimana, Integrity360 è stata contattata da diversi clienti riguardo a una recente vulnerabilità critica (CVE-2025-53770) che prende di mira le istanze on-premise di Microsoft SharePoint sfruttando un difetto di deserializzazione. Questo zero-day risulta ampiamente sfruttato sin da metà luglio, rappresentando un serio rischio per qualsiasi ambiente SharePoint on-premise non aggiornato (Subscription, Server 2016 e Server 2019). Integrity360 desidera rassicurare i clienti che la vulnerabilità non colpisce le istanze cloud di SharePoint Online, utilizzate dalla maggior parte delle organizzazioni. È probabile che molte aziende stiano migrando verso Microsoft 365 a causa dell’imminente fine del supporto per SharePoint on-premise.

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